16 aprile 2026
Eccomi qui, al primo compleanno del sito di Lodi Vecchio Solidale!
E al mio primo anno di volontariato con loro.
Un volontariato un po’ tra virgolette, visto che il mio ruolo è qualcosa di molto diverso rispetto al mega lavoro che fanno i volontari veri.
Un anno fa mi hanno chiesto una mano per sistemare il sito e aggiornare un po’ i social. E così sono entrata in questo mondo parallelo di cui sentivo tanto parlare.
Adesso, dopo un anno, posso dire che questo mondo parallelo è diventato un gruppo di amici. Persone che, nonostante la differenza di età e di esperienze, mi hanno sempre sostenuta e apprezzata, anche nelle mie proposte o richieste più folli.
A chi mi chiede “Com’è Lodi Vecchio Solidale?”, rispondo sempre: “Sono tutti matti” 😜. Matti perchè alla loro età (scusate, ma non so come dirlo meglio) non si fermano nemmeno dopo tre sere di luglio, al caldo, davanti ad una friggitrice, in mezzo ad un campo. Oppure dopo giornate intere in inverno, facendo avanti e indietro Lodi Vecchio – Lodi (quando va bene). O anche dopo ore a rincorrere al telefono utenti che si perdono in giro.
Senza di loro più di mezza Lodi Vecchio non starebbe in piedi, letteralmente.
Come dicono sempre, fare volontariato è qualcosa che ti fa stare bene.
E li vedi che stanno bene, veramente, anche se hanno scelto un tipo di volontariato complesso.
Non me ne vogliano i donatori di sangue o i volontari al canile, ma questo tipo di volontariato è veramente difficile. Può sembrare un semplice passaggio in auto, ma dare un aiuto concreto a chi ha serie difficoltà motorie, familiari o sociali, ti lascia sempre un retrogusto un po’ amaro e qualche domanda senza risposta.
Pensare di non avere in alcun modo la possibilità di fare 10 km in auto per andare a fare una visita è qualcosa che destabilizza, fuori dalle comuni abitudini. Eppure ci sono tante persone per cui questo semplice spostamento è molto complicato.
Quindi, cosa mi rimane di questo anno? Un sito nuovo, due social che stanno strabordando di fantasia e faccine sorridenti, accoglienza, millemila foto dei miei ragazzi in azione, patatine, messaggi di ringraziamento e complimenti, poesie, statistiche, curiosità, consigli, chiacchiere, una performance un po’ da pagliaccia sul palco, idee, strane domande, altruismo e..
Alla fine, “aiutare gli altri è il modo migliore per aiutare sé stessi” è vero. Ma nel mio caso l’aiuto più grande è arrivato da loro, che credono in quello che propongo, senza mai sovrapporsi o criticare il mio lavoro, anzi… non li fermi proprio mai! 😄
Grazie Pres. per la fiducia e grazie a tutti gli altri per le risate e i consigli!
Francesca
